Il sorbetto, disettante e gustoso, adatto in tutte le stagioni


Il sorbetto un piacere che ha accompagnato i pasti delluomo dalle pi grandi civilt fino ad oggi. Ma nel passato come era possibile fare i sorbetti senza le moderne macchine per raffreddare gli ingredienti? Si usava la neve, che veniva conservata nelle cantine, piccoli nevai artificiali. Addirittura nellAntica Roma la neve veniva portata dal Terminillo o per nave dallEtna e dal Vesuvio. Nel Medio Evo luso di gelati, sorbetti e granite si perse, e la nostra gastronomia dovette aspettare gli arabi, che rintrodussero il gusto del freddo portando nella Sicilia gli scherbet (dolce neve) che qui si arricchirono di nuovi sapori.

Oggi il re del fine pasto o, nelle cene importanti, una piacevole parentesi fra le portate di pesce e carne, per preparare il palato ai nuovi sapori.



Un bravo maestro gelatiere sa che il sorbetto una ricetta che prevede un sapiente processo di mantecazione che produce dei microcristalli che hanno al loro interno tutte le componenti della miscela di frutta (o anche di mosto di moscato) acqua e zucchero che si era preparata. E semidenso, privo di addensanti, e originariamente analcolico.


privo di latte, ed quindi perfetto anche per gli intolleranti al lattosio. Tradizionalmente il sorbetto va servito in un bicchiere, come un flte, e va bevuto (quindi se non fluido e sono presenti cristalli di ghiaccio significa che il sorbetto non stato fatto a regola darte).


Noi, il sorbetto ve lo proponiamo al Moscato dAsti, vera eccellenza del nostro territorio.


Quello del Moscato un vitigno antico, proveniente dal bacino orientale del Mediterraneo che si successivamente diffuso in diverse aree. In Piemonte ci sono testimonianze della produzione di questo vino dolce sin dal 1300. Il termine "Moscato" compare proprio nel Medio Evo con il significato di "profumato", ma era gi largamente diffuso presso i greci e i romani.


Le uve moscato che crescono sulle colline piemontesi punteggiano un territorio molto vasto che si estende nellarea a sud di Asti e i cui vini prendono il nome dalla zona: Asti Spumante e Moscato dAsti. La variet duva impiegata la medesima, quella Moscato Bianco, mentre parzialmente diversa la lavorazione: il Moscato dAsti ha meno bollicine rispetto alla versione spumante, capace di esaltare la fragranza delluva che lo ha generato.


Il sorbetto al moscato non ha stagionalit se perfetto dopo una cena estiva a base di pesce, esalta le sue propriet e i suoi sapori insieme ai gusti autunnali, dopo le carni in agrodolce e i dessert alla cannella.



Se vi sporgete un po sulle punte dei piedi gi si intravvede il Natale 

Ecco, il sorbetto al moscato chiude in bellezza le danze di cenoni e panettoni.


Ma ne riparleremo a presto!